Le Origini dell'Ostetricia Moderna

La Storia dell'Ostetricia

Le origini dell'ostetricia moderna vanno ricercate in un'epoca non troppo lontana, il 1600, prima di allora infatti ad occuparsi del parto erano semplicemente le levatrici, esclusivamente donne, che seguendo specifiche manovre permettevano la nascita dei bambini.

Un importante contributo nella storia dell'ostetricia la diedero senza dubbio i medici chirurghi, questi infatti cominciarono ad intervenire durante sia le semplici fasi del parto sia nei travagli problematici che mettevano a rischio la vita delle partorienti, tentando di recuperare il feto solitamente privo di vita e salvando la donna, altrimenti anch'essa senza speranza.

Gli interventi chirurgici però, d'altro canto, pur rappresentando un'importante svolta portarono un'elevata insorgenza di infezioni, le operazioni infatti venivano svolte senza anestesia ma soprattutto in breve tempo, cercando di limitare sia il dolore che la perdita di sangue nella paziente. Le ferite generate dal distacco della placenta nell'utero e dalle lacerazioni perineali erano le prime ad essere colpite da infezioni, la più pericolosa era certamente la febbre puerperale, che degenerando mieteva numerose vittime.

Queste infezioni erano generate soprattutto dalla mancanza di igiene nei luoghi ospedalieri, fu infatti un medico ungherese, Semmelweis, che, durante il 1800, osservando sconcertato i numerosi casi di morte post-parto, introdusse la disinfezione delle mani con il cloruro di calcio prima di ogni contatto ostetrico-ginecologico, ottenendo numeri assai limitati di vittime.